bloggostradale
 
sesso è potere   giovedì, 18 ottobre 2007
Tira più un pelo di fica che un carro di buoi, lo diceva sempre mia nonna che di buoi se ne intendeva, con tutta la campagna che ha lavorato nella sua vita. E forse si intendeva anche di fica, ma questo non l'ho mai voluto approfondire. Che diamine, era pur sempre la nonna.
E all'improvviso arriva lei, con la maglietta che lascia intravedere capezzoli turgidi.
Il culo è un culo qualsiasi, ma io lo guardo da donna, non faccio testo.
E con questo culo qualsiasi, che dimena ora a destra ora a sinistra, si fa strada tra un portico di uomini già distratti.
Si siede accavallando le gambe. Ma non lo fa come una signorina per bene, no, perchè il centro della vita vuole il suo spazio, il suo tempo, la giusta attenzione. E lei se li prende. Giusto.
Parla intercalando italiano, francese, inglese. Molto cool. Very Strong. Enchantée. Food. C'est terrible .
E questo fa presa, pare.
Non fuma, troppo borghese. Adesso fumano anche le rumene. E persino le marocchine.
L'emancipazione è ben altra cosa. L'emancipazione è l'anfetamina che sparge con quegli occhi che sbatte in continuazione. E ogni battito è uno "scopami".

Scopami
               Scopami
                               Scopami

Un po' ripetitiva, ma anche questo fa presa, pare.
Fa anche presa quel suo turpiloquio calcolato.
Parla del nuovo design del vibratore di Donna Karan definendolo in ordine: vibratore, coaudiuvante sessule, fallo di lattice, e quando tutti sono già tra le sue cosce con il pensiero di avere loro fra le mani l'aggeggio e spingerglielo dentro fino a farla urlare, lei esordice così:
" E' questo che fa moda oggi: un bel cazzo di gomma disegnato ad arte da portarsi nella borsetta".
Si sono già tutti venuti nei pantaloni. Ma il potere non è ancora questo.
Il potere sta nel guardare dritto negli occhi le vittime del suo corpicino voglioso e nel ripetere con ogni frammento di pelle, con ogni impercettibile movimento: dovresti solo allungare una mano.
Ma non è davvero così. Lei lo sa e lo so anch'io. Se qualcuno provasse ad allungare una mano su quel culo che è un culo qualsiasi partirebbe all'istante la tagliola.
Ormai può chiedere qualsiasi cosa, anche un contratto a tempo indeterminato e il rimborso spese arbitrario. Nessuno le dirà di no.
Neppure io, che la osservo, che la guardo agitare il frustino e la immagino, vestita in lattex nero, mentre ondeggia per la stanza sui tacchi 15.
E anche lei mi guarda. Mi scruta. Mi chiede. Vuole sentire la mia voce. Capire se...anche io...come gli altri.
Ma questa è una lotta tra titani.
Mi piego in avanti sulla sedia. Appoggio i gomiti alle ginocchia. Le sfilo l'accendino con cui sta giocando dalle mani. Mi accendo una sigaretta. E penso :"scopami"!
Lei si morde un po' le labbra e dice: mi sa che diventeremo buone amiche io e te.




scritto da: charlotte01 alle ore 15:54 | link | commenti (1)
categorie: stranigiorni
Assenza   mercoledì, 17 ottobre 2007

Si rimane senza parole, quando di parole ce ne sono troppe.

E il corpo chiede altro corpo.

La pelle chiede altra pelle.

Le labbra anelano labbra.

 

Si rimane senza parole quando si è già detto tutto quello che poteva essere detto.

E poi c’è l’assenza.

E l’eco.

L’eco nel vuoto è angoscia.

E’ martello che picchia in testa.



scritto da: charlotte01 alle ore 17:23 | link | commenti
categorie: frammenti, stranigiorni, ethos, eidolon
PAROLE   martedì, 02 ottobre 2007

Le parole mi avvinghiano.

Mi legano a qualcosa che non so neppure cosa sia.

Parole grandi.

Tanto da volersene liberare.

E allora le si brucia in un attimo, buttate lì, nella conversazione.

Come non facessero rumore.

E invece sconquassano tutto:

lo stomaco,

il cervello,

la carne.

E ti strapperesti la pelle pur di liberartene, ma ti sono entrate dentro.

Si sono fatte strada come un tumore.

 

ti amo

 

Esce così:

facile,

minuscolo,

perfido.

Pieno di egoismo,

di promesse,

di senso.

 

Ma la mia bile lo fa a pezzi e io lo vomito.



scritto da: charlotte01 alle ore 00:02 | link | commenti (4)
categorie: frammenti, eidolon