bloggostradale
 
Il giorno del giudizio   venerdì, 18 luglio 2008
Ho fatto la vita che hanno fatto tutti, non ho di che giustificarmi.
Che cosa volete che vi dica?
Vissi d'alcool e d'amore e crepai di un malore! Ahahahahahah!
Niente senso dell'umorismo, eh?!
Non dovrei nemmeno essere qui...
Io volevo morire, morire e basta: prima carne viva, dopo carne morta.
Abbastanza semplice come concetto.
Anche rassicurante, sapete?
Rassicurante più o meno come credere in questo.
Ma dov'è che siamo qui?
Ah, se Zanni lo sapesse: che gran risate si farebbe!
E riderebbero tutti, giù alla taverna.
Riderebbero di me, del Giangi, tutto ignudo qui, davanti a voi che lo guardate e aspettate che dica quello che avete voglia di sentirvi dire.
Ma io non ho niente da dirvi: non dovrei essere qui.
Ma dov'è che siamo qui?
Non l'ho chiamato io il prete.
Non me n'è mai fregato nulla di dove sarei finito dopo.
Non poteva essere peggio di là.
Là, dove tutta la gente vive spaventata dai propri pensieri.
Là, pieni di dei e di santoni.
Là, che ancora si spera nella salvezza.
Ma quale diavolo di salvezza? Siamo spacciati. Tutti. Anche voi, che credete?
Non fate più rumore di un peto silenzioso, e di certo puzzate uguale.
Che dovrei dirvi adesso?
Che sono pentito della vita che ho fatto?
Che avrei voluto essere un uomo migliore: più buono, più saggio, più responsabile?
Ma io ho avuto quello che la maggiorparte delle persone non ha avuto mai.
Io sono stato libero.
Libero dalle vostre menzogne.
Voi avete bisogno che io creda, che la gente creda, per esistere.
Ma io sono esistito indipendentemente da voi.
E ora, ora che sono qui, dovrei forse avere paura?
Io sono morto. Cosa c'è oltre?
Bruciare tra le fiamme dell'inferno? Ahahahahahahah!
Ma io non ho più un corpo da poter bruciare.
Sono il niente.
Sono il ricordo in un brindisi fra cazzoni, giù alla taverna.
Fino a quando saranno tutti troppo ubriachi per ricordare persino il loro nome, figuriamoci il mio!
Cin Cin, a questo niente!
Che fate, non brindate a me, a voi, al mondo?

Il dottor Riboldi prende un foglio, allunga la mano sulla scrivania per raggiungere un timbro che passa su una spungna imbevuta di inchiostro nero: PAM!
RESPINTO
- Continuate con il Valium. - Dice agli infermieri. E il Giangi, ridendo, sparisce dietro la porta bianca.




scritto da: charlotte01 alle ore 16:28 | link | commenti (23)
categorie: racconti, ethos
Non è necessario essere un musicista per toccare le giuste corde   mercoledì, 16 luglio 2008
Martedì di luglio, il sole che entra prorompente dalla finestra dello studio.
Carte sparse sulla scrivania insieme a libri, cd e post-it colorati per ricordare di ricordare qualcosa o qualcuno. Basterebbe ricordare di leggerli.
La Cami in clausura, versione virtuale, al telefono con la Betta, versione jeune fille au pair :
- Mi sento come Emma Bovary, tutta afflato romantico e passione...e poi?
- E poi, rimane l'arsenico!
- L'atto estremo, fa così....
- Definitivo?
- Dove sono Ca', dove sono gli uomini di una volta? Possibile che non ci sia più un solo uomo sulla faccia della terra capace di corteggiare come si deve? Un violinista, cazzo, mi sono scelta un violinista, non un fisico nucleare. Un violinista è romantico per natura!
- Non saprei, mai stata con un violinista.
- Ma tu lo sai che per farmi suonare qualcosa devo implorarlo? No, dico: imbecille, suoni il violino e non ti viene in mente di dedicarmi un pezzo? Non sempre...una volta santiddio, una!
- Be', io...
- Taci! Tu, taci! Non alimentare la carogna che mi rode, tanto lo so che il tuo, che musicista non è, qualcosa te l'ha suonata, fosse anche con il flauto delle medie! Perché è così che fanno con te, da sempre. Vogliamo parlare di Luca Morandi?
- Betta, eravamo alle elementari...
- Appunto! E le margherite, e le letterine...
- Anche la focaccia...
- Vero, anche la focaccia. E i Butun da Prejve? Non è un incubo, te li portava o no i Butun da Prejve?
- Anche quelli, sì.
- Ecco, è questa la questione. Per te è sempre stato così. Sono venti e passa anni che per te è così. E io?
Cosa ho che non va? Perché con me non funziona così?
- Sei troppo bella.
- Ma non dire cazzate!
- No, sul serio: sei troppo bella, spaventi.
- Cioé: con me sono freddi come iceberg perché io sono bella?
- Non bella, TROPPO bella. Non sanno che fare. Sono terrorizzati e increduli. E per non saper né leggere, né scrivere...
- Mi trombano! Non fa una piega.
Attimi di silenzio pensoso. Una vocina lontana interferisce nella comunicazione:
- Madame?
- J'arrive Leo, j'arrive... - dice Betta con un improvviso tono dolce e amorevole, poi - Cami, devo andare, i bimbi mi reclamano. Almeno loro...Pensa che l'altro giorno ho chiesto a Leo perché fosse sempre nella mia stanza, lo sai che mi ha risposto?
- Non saprei...
- Parce que je vuos aime! Non è un dolcetto?
- Vedi? Eccoli dove sono gli uomini di una volta, reincarnati nei piccoli uomini del futuro!
- Certo, tocca solo aspettare una trentina d'anni.



scritto da: charlotte01 alle ore 13:41 | link | commenti (16)
categorie: camilla
Stupori   venerdì, 04 luglio 2008
Ci sono persone speciali al mondo.
Speciali e belle da non poterci credere.
Come Fiamma Chessa, che un semplice grazie suona davvero stonato.
Ci sono persone spaciali e scoprirle è commovente e rassicurante.
Non molto altro da dire.
Solo emozioni  che le parole non saprebbero raccontare.

scritto da: charlotte01 alle ore 19:09 | link | commenti (23)
categorie: frammenti, stranigiorni, ethos
Recto verso   mercoledì, 02 luglio 2008

- Gira male, gira male!

Cami si lascia cadere sul divano. Occhi tristi. Faccia imbronciata.

- A me sembra che giri bene.

- Ma come fai a dire una cosa del genere?

-  Oh Cami, però...che cavolo! Ma vedi sempre tutto come vuoi tu.

- Certo, potrei provare e vedere come vuoi tu!

Ismaele apre il frigo, prende un testa di insalata, la posa nel lavello e lascia correre l’acqua.

- Ma non lo vedi che va al contrario?

- Perché dici che va al contrario?

- Sei gay!

- E questo cosa c’entra adesso?

- C’entra eccome!

- Fammi capire, siccome sono gay, e quindi invertito, allora vedo le cose che vanno al contrario andare dritte e le cose che vanno dritte andare al contrario? Sei stata con mamma, ultimamente?

- Ma perché cazzo, quando non siamo d’accordo,  tiri fuori mamma? Può essere che io e te si abbia pareri diversi a prescindere da mamma?

Ismaele alza le spalle e sospira.

- Sospira, lui sospira.

- Oh, ragazzina, vedi un po’ di darti una calmata?

- Altrimenti cosa fai?

Ismaele, intento a tagliare l’insalata, lancia il coltello sul marmo della cucina. Dritto in faccia a Camilla punta il dito a pochi centimetri dal viso di lei, la sorella nevrastenica:

- Sentimi bene, bellina, il tuo cazzo di criceto gira come qualsiasi altro cazzo di criceto, gli piace sperimentare, tutto qui. E’ un criceto rivoluzionario e forse morirà per questo, ma moriremo tutti quanti, dunque non rompermi i ciglioni!

- Tu dici che è normale?

- Io dico che si fa gli affari suoi e fa bene.

Camilla si avvicina alla gabbia di Alfonso, il criceto. Lo guarda zampettare al contrario sulla ruotina in plastica gialla. Forse è una manifestazione di protesta per essere costretto a vivere in sessanta centimetri cubi. Forse vuole dirle qualcosa:

- Parlami Alfonso, su…dimmi che c’è?

- Sì, Alfonso, parlale, questo sì che sarebbe normale. Assolutamente! Non si è mai visto un criceto correre al contrario, ma un fottìo di criceti fanno discorsi compiuti. E poi lo strano sono io, e solo perché mi piace prenderlo in culo…come se alle donne facesse schifo…

Camilla scoppia a ridere. Si avvicina a Ismaele che ora sta affettando un pomodoro e lo abbraccia stretto da dietro:

- Che dici, andiamo per compere oggi?

- Sì, fantastico: ho giusto adocchiato un completo giacca e pantalone che ad Alfonso starebbe d’ incanto.



scritto da: charlotte01 alle ore 12:42 | link | commenti (13)
categorie: racconti, camilla
Personal Jesus (do you know?)   martedì, 01 luglio 2008


Your own personal jesus
Someone to hear your prayers
Someone who cares
[…]
Someone who’s there

Feeling unknown
And you’re all alone
Flesh and bone
By the telephone
Lift up the receiver
Ill make you a believer

[…]


Reach out and touch faith

[…]


performed by Johnny Cash


scritto da: charlotte01 alle ore 01:06 | link | commenti (10)
categorie: frammenti