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Che il tuo nome è come schiacciare, rompere. Che il tuo nome è come rompere, schiacciare. E mi stai schiacciando la radice. Potresti spostare il piede? Mi fai male. Non bene. MALE. scritto da: charlotte01 alle ore 23:53 | link | commenti (2) categorie: stranigiorni, ethos, eidolon
continua a guardare la pagliuzza nell'occhio dell'altro quando il problema è la trave, che non sta esattamente nel suo occhio, e neppure nei pressi.
questione di sopravvivenza. pensa. amami. dice tra sé. amami, è un ordine. ripete. amami, o almeno fingi. cazzo. perché in fondo le bastano parole. perché in fondo anche a quelle ci si può aggrappare. perché di più, lo sa, non avrebbe. (vorrebbe?) lo sa? scritto da: charlotte01 alle ore 15:01 | link | commenti (9) categorie: eidolon
Oggi mi sento bello. Così dice a., minuscolo perché… Io lo guardo. Bene. Ma quella che vedo è la solita faccia di cazzo piantata su al risveglio. Perché a. si sveglia, pare, come tutti quanti, pare. Anche se poi torna a dormire. Ho i brividi. Dice. Lo capisco: il mondo fuori dalla porta di casa fa questo effetto a molti. E’ influenza anche questa, in fondo, ma non si può curare con sonno e aspirina. Neanche con Alprazolam, Valium, Tavor, En, Sereupin, Lexotan… a. parla. Io ascolto. a. dice sempre le stesse cose. Io ascolto. Voglio averne il vomito di queste sue parole vuote. Voglio una vita da bohème. Dice una sera la piccola a. Bisogna diventare adulti. Sentenzia il pomeriggio seguente. Tu non mi ami perché non rischi. Se ne esce la stessa mattina in cui si sente bello e io lo vedo comunque uguale. La piccola a. non vede davanti ai suoi occhi perché troppo concentrato su di sé. Troppo legato alla quieta, modesta e molesta pratica sociale di questo piccolo mondo antico:
Una donna Un uomo Un amore Un cane Un bambino
Una frode. L’unicum che riconosco è un amaro di scadente qualità. Ironia della sorte. Lo si beve da ragazzini. Per sbronzarsi in fretta e poterne dimenticare, prima, l’abominevole sapore. Costa poco. Lo si trova al primo supermercato dietro l’angolo. A volte anche al discount. L’UNICUM. Un amore da discount. Questo mi chiede la piccola a. che mi vorrebbe adulta (ma non adultera): testa alta e culo stretto (non con lui, ovviamente). Questo mi chiede a. minuscolo, che è tempesta ormonale, ma non basta.
a. minuscolo perché il suo canto è diventato lo straziante lamento di un poeta in fin di vita.
scritto da: charlotte01 alle ore 14:31 | link | commenti (1) categorie: eidolon
Desiderio rotto
di mani. Cieca violenza di colpi d'amore. Un morso livido "A" di sangue e denti sulla pelle bianca. Assenza solitudine liquida tra cosce ansiose di aprirsi ai tuoi occhi. Questo mi rimane di te scritto da: charlotte01 alle ore 19:15 | link | commenti (2) categorie: eidolon
Puniscimi
perchè ho peccato. Al rogo la strega che ti ama. scritto da: charlotte01 alle ore 19:02 | link | commenti (1) categorie: eidolon
Mi sono nascosta nel ventre di Napoli. Ho sceso e risalito scale senza voltarmi, perché le fiamme dei tuoi occhi non mi bruciassero ancora, Sédom. Mi sono addentrata in cunicoli bui, umidi e stretti. Ho corso nel labirinto del tuo impulso famelico, inciampato nelle tue perversioni. E sono caduta. Caduta oltre, nelle viscere di una città che, tua complice, mi ha immolata sull’altare della tua voglia. Sono caduta oltre la terra che, sopra le nostre teste, veniva calpestata. Oltre il tempo scandito dai campanili, dal chiacchiericcio costante nei vicoli. Oltre lo spazio vitale ridotto dal via vai delle persone, dagli oggetti di bottega vomitati per le strade. Oltre, dove il tuo desiderio mi ha inseguita violento, diventando respiro sul collo. Nel ventre di Napoli ho ascoltato un concerto di gocce, mentre candele alla citronella illuminavano il tufo e tu mi infliggevi i tuoi occhi verdi, impietosi come una punizione: Guardami! Mi hai ordinato in un sussurro. Guardami! Hai continuato a dire mentre le tue mani scivolavano sotto i vestiti per toccare la pelle. Guardami! Mentre anche l’ultimo bottone ha smesso di resistere. Guardami! Mentre le tue dita sono affondate in me come lame. Nel ventre di Napoli, aggrappata alla parete frolla, con tutto il peso del tuo corpo addosso, mi sono lasciata scopare dalle tue dita grandi. Mi sono piegata docile ai tuoi morsi. Ho ansimato quando hai succhiato i miei capezzoli duri. Ho stretto i pugni quando la tua bocca ha gustato i miei umori come il succo di un frutto maturo. Nel ventre di Napoli mi hai fatta inginocchiare ai tuoi piedi, mi hai infilato il sesso caldo in bocca tenendomi forte la testa tra le tue mani che ancora avevano il mio sapore. Nel ventre di Napoli ho creduto di morire soffocata dall’amore che hai rovesciato nella mia bocca. E io ti ho bevuto amore mio. Mi sono saziata della tua ambrosia. Fino all’ultimo sussulto. Avida. scritto da: charlotte01 alle ore 19:13 | link | commenti (1) categorie: frammenti, eidolon |
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